DOMANDE FREQUENTI
Domande frequenti
Con quale criterio sono state scelte le opere provenienti dalla Diocesi, che ora fanno parte delle collezioni del Museo Diocesano?
Le opere sono state selezionate tanto secondo la loro specificità iconografica e il significato religioso, quanto secondo un criterio storico artistico. Non sono state spostate dalla loro collocazione originaria le opere che fossero oggetto di culto e devozione o che fossero strettamente collegate con lo specifico contesto storico artistico. Nella maggior parte dei casi le opere esposte sono state rintracciate nelle sagrestie, nelle case parrocchiali o in altri luoghi che non ne permettevano l'adeguata valorizzazione e conservazione. La ricerca è stata effettuata attraverso uno studio minuzioso dell'Archivio dei beni Artistici della Diocesi, conservato presso il Museo: sono stati in seguito predisposti indagini e sopralluoghi nelle varie parrocchie che hanno consentito di individuare veri e propri tesori nascosti e di avviare quell'azione di recupero e valorizzazione del patrimonio artistico della Diocesi che è funzione fondamentale del Museo.

Le opere esposte rimarranno per sempre nelle collezioni del Museo?
Dal punto di vista giuridico le opere si trovano al Museo come "deposito permanente", salvo alcune eccezioni per le quali si parla invece di "deposito temporaneo", della durata minima di cinque anni.

Il percorso espositivo rimarrà sempre identico a quello che vediamo oggi?
Sono tuttora in corso altre ricerche sul territorio, allo scopo di identificare nuove opere che necessitino di un'adeguata valorizzazione del loro significato storico artistico e spirituale o che versino in condizioni conservative a rischio. Per questo motivo si prevede la possibilità di una rotazione delle opere esposte. Il Museo ha del resto dei depositi climatizzati dove possono essere adeguatamente conservate anche le opere che non vengano temporaneamente esposte.

Di chi è la proprietà delle opere?
Le opere in deposito permanente e temporaneo rimangono di proprietà dell'ente ecclesiastico di provenienza. Alcune opere inoltre sono di proprietà del Museo stesso.

In occasione dell'inaugurazione del Museo, sono stati eseguiti dei restauri sulle singole opere?
Numerose opere sono state sottoposte ad interventi di restauro o di pulitura per consentirne un'adeguata fruizione. I restauri hanno riguardato soprattutto le opere provenienti dalle parrocchie della Diocesi, che spesso erano conservate in luoghi non adeguati.

Da chi è gestito il Museo?
Il Museo è gestito dalla Fondazione Sant'Ambrogio, un ente ecclesiastico il cui consiglio è nominato direttamente dall'Arcivescovo di Milano, il quale sceglie anche il Presidente.

Quale era la funzione originaria degli spazi ora adibiti all'esposizione?
Il Museo Diocesano sorge nella suggestiva cornice dei Chiostri di Sant'Eustorgio, accanto alla basilica che si affaccia sul corso di Porta Ticinese. I Chiostri così come li vediamo oggi, sono tutto ciò che resta dell'antico e glorioso splendore del convento dei Domenicani.

È prevista la ricostruzione del quarto lato del Chiostro?
Il quarto lato del chiostro verrà ricostruito ed è destinato ad ospitare le opere del Novecento.

Chi ha curato i restauri del complesso e l'allestimento museografico?
Il restauro dell'edificio è stato curato dallo studio Belgiojoso, mentre l'allestimento museografico è stato affidato dal 1996 all'architetto Antonio Piva.